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lunedì, gennaio 30, 2006

Compassione ti chiedo –e pietà- e amore-sì, amore,/ un amore misericordioso che strazio soltanto non sia,/ costante, innocente, con un pensiero solo dominante/ senza veli o maschere, che anche nudo sia puro!/ Tutta, tutta, lasciami averti – mia!/ La tua forma e la tua bellezza, quel veleno dolce/ d’amore, il tuo bacio, e le mani, e gli occhi divini,/ il seno caldo, bianco, luminoso di mille piaceri-/ te stessa –la tua anima- per pietà, tutta lasciami averti,/ e non tenerti un atomo solo –o morirò-/ se vivessi sarebbe come un servo miserabile,/ dimentico, tra tanta inutile infelicità,/ ch’abbia un senso la vita- il palato della mente/ perdendo il suo gusto, la mia ambizione, la vista.”
“Compassione ti chiedo”- John Keats

Vivo, fra l’altro, con Anna e Fabrizio. Sto imparando a conoscerli pian piano ed entrambi mi piacciono. Anna non ha nulla a che fare con i prototipi anoressici di bellezza, è alta, calda, piena. Una fisicità prorompente e affascinate, quasi materna.Con rotondità che si fanno subito notare ma che lei vive con sensualità e allegria, con una risata coinvolgente e magliette scollate che mostrano il meglio di sé. Un giorno, durante un pomeriggio di cazzeggio davanti ad una Sacher gliel’ho confidato, testimone Fabrizio, “Anna, sei una ragazza che mi fa davvero impazzire…”, lei ha riso e poi ha cercato di non scomporsi e avvicinando la forchettina alla bocca ha in parte cambiato il discorso “…bè io se fossi un uomo mi farebbe impazzire scoparti…”. Se fossi, un uomo, bella precisazione. Ma ho preferito non puntualizzare. E abbiamo continuato con i nostri discorsi semi seri e con spettegolamenti vari.
Il rapporto con Fabrizio è un po’ diverso. All’inizio lo evitavo perché pensavo ci provasse, poi l’ho evitato perché ha cominciato a tirarsela troppo. E non saprei dire esattamente come siamo diventati amici. Probabilmente è stata quella sera in cui ci siamo ritrovati con una quantità industriale di vino rosso davanti al televisore, spalmati sul divano ed ubriachi fradici. Complice tutto l’alcool che circolava nelle vene abbiamo riso come matti e ci siamo confidati praticamente su tutto. Non saprei ancora dire se è davvero un mio amico, continua ad essere un rapporto strano fatto di frasi ambigue e talvolta di strusciatine. Ma mi da anche tanti consigli, ormai è diventato il mio stilista e non metto piede fuori se non mi da un parere. Mi consiglia i vini giusti da bere, le feste più in a cui andare. E l’ultima volta che ho avuto un attacco di gastrite ha dormito con me tenendomi una mano sulla pancia. E quando mi sono svegliata ha messo su, sul suo portatile, “Una donna per amico” a volume sparato. In questi mala tempora che corrono è quasi osceno il modo in cui sa godersi la vita ed è una grande qualità che gli riconosco. E che a sua volta lui vede in me: quando ci prendiamo in giro mi dà della vacca, riferendosi al ritmo con cui mi destreggio nei miei menages sentimental-sessuali; quando invece è in vena di tenerezze mi arruffa i capelli e mi dice che mi vuole bene, e che rivede in me il fancazzista che era il primo anno che è andato via da casa.
Il pretesto per far casino, stasera, è più che valido: è il compleanno di Fabrizio ed io ed Anna ce lo siamo portate in giro tutte agghindate e sorridenti. Il trio sorseggia avidamente un Porto invecchiato di 10 anni, mangia cioccolato al peperoncino e sfumacchia sigarette fuori dal locale, maledicendo il freddo che c’è. E poi corriamo in discoteca, musica già assordante e gia tantissima gente. Perdo di vista Fabrizio, mi offrono da bere e i sapori forti e pastosi che ho ancora nel palato scivolano via con intrugli che assomigliano a cocktail. “…no eh…non posso bere troppo che se no poi parto…” e come se lo avessi evocato con le mie parole compare Fabrizio, con un bicchiere in mano, già mezzo brillo con Anna che gli si struscia al suo fianco. Sembra un Dioniso post-moderno mentre mi porge il bicchiere alla bocca e dopo avermi fatto bere mi bacia, succhiandomi la lingua e leccandomi le labbra. Rimango basita. E incredibilmente poi è anche Anna a prendermi il viso fra le sue mani e a darmi un altro bacio, ma più dolce, mentre mi abbraccia. “Allora qual è stato meglio?” gorgheggia Fabrizio e dopo averlo sentito parlare capisco fino a che punto sia davvero sbronzo. Lo lascio battibeccare con Anna, io corro in bagno ad accendermi una sigaretta. Lei mi raggiunge, non ha bevuto e sembra quasi imbarazzata, per fortuna evita di darmi spiegazioni. Altrimenti mi avrebbe costretto a risponderle che il suo bacio mi aveva davvero bagnare. La serata procede, chiassosa, caotica, divertente. Conosco un po’ di gente e mi scateno senza particolari pensieri in testa. E quando è il momento di andare Fabrizio è quello che continua a stare decisamente peggio. Un nostro amico ci dà un passaggio in macchina, Anna si siede davanti e Fabrizio mi strattona una mano “…voglio la mia vaccona vicino altrimenti non ce ne andiamo…” . Dopo essersi seduto a peso morto ed appoggiato sulla mia spalla comincia a toccarmi la coscia, infilando le mani nella mia gonna, su per il mio autoreggente. Mi stuzzica, mi eccita, ma cazzo, penso con un barlume di lucidità, Fabrizio è l’ultima persona con cui mi immaginerei a far porcate. Sbuffo e faccio finta di protestare, Anna rimprovera Fabrizio e lo intima a smettere. E poi tutti e tre ci mettiamo a ridere. Il nostro amico ci lascia davanti al portone di casa, Anna mi affida Fabrizio e mi dice di metterlo a letto (“sìììììììì, a leeeeetto, mettimi a letto” ha iniziato ad urlare il cretino) e lei è andata a prenderci le brioches. Sistemo il povero ubriaco sul mio letto ed io mi stendo accanto a lui. Comincia a spogliarsi, si sfila via i pantaloni e si sbottona la camicia, fino a rimanere in boxer. Io faccio finta di non notarlo. Comincia a darmi pizzichi e a giocare con le mie tette, cerco di difendermi ma alla fine mi rassegno, mi ha sollevato la maglietta e scostato il reggiseno, succhia i miei capezzoli, fortissimo e li stringe fra i denti. Anna nel frattempo è entrata nella mia camera senza bussare, non sembra affatto imbarazzata e mentre appoggia sul tavolo le brioches si scusa divertita per averci interrotto. “Ma và, che interrotto!…è ‘sto cretino!” e tappo la bocca di Fabrizio prima che cominci a protestare. “Allora dormi con me…”-mi propone maliziosa. Ci stendiamo insieme sul lettino di fronte al mio, occupato da Fabrizio. Accoccolate sotto il plaid, mi abbraccia e mi sussurra“ma davvero ti piaccio?”. Le rispondo ricambiando il bacio che mi aveva dato prima. E’ estremamente eccitante potersi adagiare fra le sue forme, accarezzarla, sentirla così morbida e mia. Anna mi sfila la gonna e le mutandine, incastona le sue cosce fra le mie; mi sente bagnata, abusa piacevolmente di me strisciando la coscia alla mia fica. Fabrizio ci sente gemere, ci vede avvinghiate e scatta su come una molla. “Oooooooh che fate?!…almeno invitate no?” mi tira giù dal letto, sbatto il culo sul pavimento e finisco a gambe aperte davanti a lui. Rimane un attimo incredulo, non pensavo di trovarmi svestita. E mentre fa per tirarsi fuori il cazzo dai boxer Anna lancia un urlo e lo blocca. “Ma smettila porco, non ti reggi neanche in piedi!” io scivolo via dalla portata di Fabrizio, ho addosso una paura matta. Anna lo spinge sul mio letto e lui non oppone particolari resistenze. “…anzi guarda che ti facciamo…” e gli lega le braccia alla spalliera del letto con una mia maglietta, che avevo lasciata appallottolata sul comodino. Gambe aperte e piedi legati alla sbarre con il lenzuolo. “…ecco…così impari…” e ride, ritornando da me e riprendendo con le sue carezze. Ora sono ancora più eccitata, lo sguardo di Fabrizio addosso, che continua a protestare querulo e Anna, che è così bella, tutta per me. Ora sono io a sfilarle i pantaloni, a strapparle via il perizoma. Mi sento fra le sue cosce, ne rimango piacevolmente intrappolata. Comincio a leccarle la fica mentre con i i polpacci mi spinge sulla schiena. La apro con entrambe le mani, succhio il suo clitoride mentre le faccio un ditalino. Si contorce, ansima ancora più forte, sembra impazzita e anche io sono eccitata da morire. Le affondo la lingua dentro e la succhio tutta, la bevo, mentre mi urla il suo orgasmo. Mi libera dalle sue cosce, mi abbraccia, mi sconvolge, mi palpa, mi graffia, mi bacia. Ride ancora più forte e mi bacia ancora più intensamente, succhiando dalle mie labbra il suo orgasmo. E all improvviso si fa timida, e mi dice che nessuno l’aveva mai leccata così…E solo allora mi ricordo di Fabrizio e realizzo che c’è anche lui, ed era la sua voce a protestare e non una radio messa in sottofondo. Sembra sconvolte come se avesse raggiunto lui l’orgasmo, ha il cazzo che sembra scoppiare. “Sai cosa Anna?…è che però alla fine il cazzo mi piace troppo…” e lei ride ancora più forte.
Mi prendo la mia dolce vendetta con Fabrizio, abbasso i suoi boxer e mi metto a cavalcioni su di lui. Ho la fica bagnatissima, me la apro un po’ mettendomi su di lui e prendendo solo la sua cappella. Anna lo bacia e lui comincia a mugolare. Penso di averlo bagnato tantissimo. E nenanche io ce la faccio più troppo a resistere. Mi impalo su di lui, dandogli la schiena. Comincio a scoparlo davvero forte, vorrei scoparmi anche le sue palle. Anna è di fronte a me e mi guarda, estasiata. Mi guarda le tette che vanno su e giù, osserva il mio bacino che si prende tutto il cazzo di Fabrizio. E quando chiudo gli occhi lei mi abbraccia, schiaccia il suo seno contro il mio e segue il ritmo della mia cavalcata, come se fossimo in due a chiavarci un cazzo solo. Mi infila un dito in culo e mi muovo ancora più veloce, urlo, godo, e Fabrizio scoppia dentro di me con la sua sborra. Sembra davvero esanime sul letto, non ha voglia di protestare ne di fare più nulla. Non chiede neanche di essere slegato, si addormenta come un bambino. Io mi metto addosso la prima cosa che mi capita sotto tiro, Anna segue il mio esempio. Mangiamo i cornetti che aveva preso, col cioccolato raggiungo definitivamente la pace dei sensi. “…Fabrizio non lo svegliamo?” , Anna è assalita da uno stupido senso di colpa. Io le rispondo divorando anche il cornetto che sarebbe toccato al bell’addormentato.
Quando si sveglierà avrà un motivo in più per darmi della vacca.


fantasticato da DolcaMorgana | il mio blog | alle 13:16 | commenti (5)


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