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domenica, novembre 27, 2005

Non posso trattenere questo fuoco tra le gambe....non resisto,vieni mi dentro...ti prego,aprimi con la tua forza,ho bisogno di te.....stanotte....ti voglio....

fantasticato da LaMela | il mio blog | alle 19:45 | commenti (2)


Categoria: sei la mia perversione

 

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giovedì, novembre 03, 2005

”L'amore ha fatto scoppiare il suo ermetico cuore/ Come nei campi un'ape, nera e ambra, /Rompe il bozzolo invernale, per arrampicarsi /Sull'erba intiepidita dai novelli raggi di sole.
Di malizia albeggiano i suoi occhi ora /E sull'iride colorata è un luccichio /Simile a quello sull'ali ripiegate /Dell'ape, prima del volo.
Chi, con un soffio conturbante, preciso/ Ha aperto le ali del giovane spirito timido? /Chi ha eccitato l'animo a un inesperto volo /Nei suoi occhi di giovane ape incerta?
Grave rende l'amore la sua voce; /Il ronzio delle sue ali esitanti, pesanti, /Fa tremare di consapevolezza le cose comuni /Che dice, e le sue parole rallegrano.”
“ Ragazzina”-David Herbert Lawrence
 
Com’è successo? Si potrebbe chiamare in causa il Destino o iniziare a disquisire sui casi della vita. O semplicemente potrei parlare di quell’amica che quella sera mi ha presentato quel suo amico.
E poi com’è stato?Semplice…come cantare sotto la doccia a squarcia gola quando sai che nessuno ti ascolta, o come accarezzare un gatto quando fa le fusa. O come ammalarsi.
“Dai che stasera quando finisco di lavorare passo da te”. Forse la sfiga un po’ me la sono tirata addosso, ma chi l’avrebbe mai detto che quel mio “…mi farebbe tanto piacere ma non sto benissimo” si sarebbe poi trasformato in un bel trentanove di febbre?! Il tempo di scoppiare a piangere in una farmacia per farmi visitare, per sentirmi dire un “no qui non siamo autorizzati” e di infilarmi a letto con tanto in compagnia di una tachipirina e degli antibiotici e il mio bel prode bussa alla porta. E per la prima volta in tutto il pomeriggio sono pensieri civettuoli e tipicamente femminili a preoccuparmi. Dio se questo mi vede in ‘ste condizioni scappa. Sei accompagnato da un amico che vedendomi come uno straccio pensa bene di salutarmi, con tanto di pacca sulla spalla con un “Ah la febbre!…Chissà quanto ce l’avrai calda!”
Può darsi” bofonchi mentre mi infilo a letto con aria tragica avvinghiandomi con il piumone. No, non sei ancora scappato. E’ bontà d’animo la tua o semplice educazione? Eppure mi sembra di conoscerti da sempre, si sta bene con te. Mi stordisci con le tue chiacchiere, io non posso parlare e se non fosse per te non avrei fatto che lamentarmi, da brava bimba viziata. Mi misuri la febbre, mi sistemi il letto. Sì, si sta bene con te. Poggio la testa sulla tua gamba, siamo attorcigliati, pensare che fino a poco prima mi sembrava di non conoscerti per niente ed ora mi accarezzi il viso con una dolcezza che mi fa morire. L’amico se n’è andato, non voleva disturbare, ti ha salutato urlando “…poi mi dici se ce l’aveva calda!”. Tu continui con le tue carezze. Hai il potere di farmi sentire desiderabile come una dea sexy anche se mi sento uno zombie. Pensieri grandi e assoluti, i miei, e insieme stupidi. Pensieri che fai quando cominci ad innamorarti di qualcuno. Io in quel momento pensavo che non sarei più riuscita a fare a meno di te. Le tue mani mi accarezzano la bocca ed io ti succhio le dita, tanto, a lungo. Prima ciucciandole tutte ad una ad una poi scorrendo con la lingua la punta del medio. “Colpa tua e delle tue maialate”, mi dirai in seguito per giustificare quel bacio. Bellissimo, dolce, caldo. “Ma guarda che io ho la febbre…” mi sembra la cosa più intelligente da dire per riempire quegli interminabili secondi di silenzio che lo hanno seguito. E per fortuna la cosa non ti ha intimorito e ne sono seguiti altri baci, se possibile ancora più belli, dolci, caldi. Le tue mani mi cercano il seno sotto la maglietta, e lo stringono, stuzzicano i capezzoli . Una carezza lunga, più profonda delle altre, scosta l’elastico del mio pigiama e la tua mano si ferma sul mio pube. E la carezza continua ancora più in profondità con le tue dita che cercano i miei umori e spingono sul clitoride, massaggiandolo irresistibilmente. Affondi che cominciano piano e poi aumentano, seguendo il ritmo dei miei sospiri eccitati, mentre mi avvinghi al tuo collo, pregandoti di non smettere. Mi aggrappo con le unghie alla tua schiena, ti stringo ancora più forte e grido soffocata dal piacere per le tue carezze. Arrivo sulle tue mani e ci avvinghiamo ancora di più ridendo, mentre a me gira la testa. “…Guarda che è colpa tua se mi è risalita la febbre…”, ma sono poco credibile con le mie lamentele.
-…perché non ti fai una bella doccia?…magari stai meglio…- mi porti in braccio accompagnandomi al bagno.
Il mio pigiama scivola subito via, le tue carezze sono sempre più piacevolmente invadenti. Ti sbottono i jeans, tiri via la tua maglietta, siamo uno di fronte all’altro, nudi, eccitati, stupendi. L’acqua scorre su di noi, uniti, indivisibili con quel piacevole caldo che ci accoglie, passato ogni imbarazzo, le nostre mani sono attente esploratrici. Mi insaponi premuroso il seno e poi la schiena, abbracciandomi. Faccio lo stesso anche io ma poi scivolo giù, inginocchiata a prendere il tuo cazzo in bocca, mentre ti accarezzo il petto. Mi afferri dalle spalle ed io aumento il ritmo, mi massaggi la schiena, mentre ti lecco le palle. E’ tutto così caldo e bagnato. Lecco solo la punta e gioco con le mani, l’acqua mi scorre in viso poi mi stringi le spalle più forte, un tuo gemito di piacere e all’improvviso c’è anche il tuo seme a scorrermi sul viso. Mi accarezzi ancora, con la scusa di insaponarmi bene, mi sciacqui piano la faccia e non ti perdi un centimetro del mio corpo. Ancora carezze sotto l’acqua, indescrivibili. La mia gamba avvinghiata al tuo bacino, e tu che mi tocchi, ancora, più forte, facendomi gemere e supplicare, mentre mi sembra di impazzire ancora e ancora.
Chiudi l’acqua, hai mille premure avvolgendomi nell’accappatoio. E finiamo di nuovo sul letto, bagnati ed eccitati. Sotto le coperte, ad accarezzarci di nuovo, baci frenetici e gambe che si avvinghiano fra le lenzuola. Due corpi che si cercano e gia non riescono  a fare a meno l’uno dell’altra. Finisco stesa su di te, a leccarti il cazzo mentre tu mi apri con le mani e mi succhi. Tremo e godo e continuo ad averti in bocca, il tuo cazzo è gia di nuovo durissimo, mi piaci tanto, ti voglio.
Le nostre teste posano insieme sul cuscino, sei così bello.
-…ho tanta voglia, lo facciamo?- supplico.
Un sorriso, un abbraccio-…ho tanta voglia anche io…- un altro bacio, di quelli irresisitibili.
Ti alzi verso la mia scrivania, verso il tuo marsupio, il tuo portafoglio ed i preservativi. Ho freddissimo, mi sarà risalita la febbre, ma chissenefrega. Mi infilo la mia felpona e ti vengo vicino, per sedermi sulla scrivania. Mi faccio spazio fra i libri, e divarico le gambe. Ancora un bacio e hai il preservativo. Ti fai strada e cominci a  penetrarmi piano, abbracciandomi, cullandomi. Mi stendo completamente sulla scrivania, le mie cosce ti cingono i reni. I colpi si fanno sempre più veloci e secchi, sollevi la mia felpa e ti aggrappi alle mie tette mentre ti muovi più forte. E’ stupendo vederti godere, è così bello godere con te. Grido di piacere, ti cingo il bacino ancora più forte e tu mi vieni dentro, mentre cominci a baciarmi e a stringermi. I nostri corpi attaccati ed indivisibili, il mio seno sul tuo petto. E’ davvero così bello stare con te.
Mi rifai il letto e mi aiuti a vestirmi, misuro la febbre che è salita davvero, ma chissenefrega, una dormita sopra e domani andrà meglio, vero? Tanto da oggi so che potrò sempre contare su di te, dico ridendo, il mio infermiere di fiducia.
Mi sveglio la mattina più leggera, chissà magari è davvero questa la terapia più efficace contro i malanni di stagione. “…poi ieri sera tornato a casa ho preso due Aspirine, sai per prevenire…stasera se vuoi  passo a controllare se stai meglio”. No, non capitano tutti i giorni infermieri così premurosi.

fantasticato da DolcaMorgana | il mio blog | alle 20:14 | commenti (2)


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