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sabato, settembre 24, 2005

"ho sognato corde a legarmi il corpo...a stringermi il seno rendendolo schiavo della tua bocca...ho sognato corde a sfregarmi sul clitoride a darmi sferzate di adrenalina pura...sesso...mi bagno al solo pensarti,divento schiava del mio desiderio che aumenta fino ad esplodere in un orgasmo solitario...immaginare...sognare le tue labbra...la tua lingua...quelle mani che desidero sul mio corpo come a marchiarmi..."


fantasticato da Eva_eva | il mio blog | alle 07:09 | commenti (5)


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mercoledì, settembre 14, 2005

Mentre aspetto che rispondi al telefono penso al nostro rapporto con te che si è sempre basato sul tentativo di portarti a livelli di piacere sempre maggiori . Dal primo giorno che ti conosco mi hai parlato della fantasia che vorresti soddisfare, ma che non sei sicura di riuscire ad affrontare...
Beh... oggi ci penserò io!!! Ma tu non lo sai ancora... "Pronto?" sentire la tua voce è sempre un piacere... "Ciao. Senti ti ho chiamato per un cambio di programma." il disappunto da parte tua è evidente... "No dai, lo sai che ci tengo a vedere quel film." sorrido pensando a cosa ti aspetta... "Lo so cara. Ma non ti ho detto che non andiamo al cinema. Solo che dopo il film non si va a mangiare fuori... ho preparato qualcosa da mangiare qui da me... ho voglia di stare un pò con te... da soli. E non accetto repliche!!!" il silenzio da parte tua è eloquente... hai capito che ho preso in mano la situazione e ti adegui immediatamente rispettando il tuo ruolo. "Lo sai che per me è un piacere." e dal sorriso che intuisco capisco che il ruolo ti piace parecchio.
Passo a prenderti... e quando scendi noti subito che è la serata giusta... una minigonna di quelle cortissime... scarpe dal tacco altissimo e la camicetta sono per me un chiaro invito... e lo sai perfettamente. Sali in macchina e mi guardi maliziosa...
Sai che dopo il cinema ti aspetta qualcosa... ma non sai ancora cosa... e, conoscendoti, questo ti eccita. Ti saluto... ti guardo negli occhi... la mia mano dietro il collo... ti avvicino a me e ti bacio... dolcemente... le tue labbra si schiudono subito, lasciando posto alla mia lingua... dolcemente cerco la tua... la sfioro... ci gioco... la mia mano sfiora il tuo corpo... lentamente... scendendo sino al ginocchio...
"Si fa tardi... andiamo..." e dalla tua espressione capisco che se ti dicessi di non andare al cinema non avresti nulla da obbiettare..
Però ho deciso di portarti lo stesso al cinema. Entrando vedo che tutti ti osservano... non fai colpo solo su di me quando decidi di colpire...
Ci sediamo in fondo... negli ultimi posti di lato... mi tolgo il maglione e lo appoggio sulle tue gambe. La mia mano ci scivola sotto... sento le tue gambe allargarsi...
La luce non è ancora spenta per cui per il momento mi limito ad appoggiare la mano sulla pelle nuda delle tue gambe. Le dita sfiorano la pelle... in una carezza delicatissima... lenta... per non far vedere agli altri... un movimento circolare dei polpastrelli... lento...
La mano sale... lentamente... facendo scivolare le dita lungo l'interno coscia... Anche se non ti guardo so che hai gli occhi chiusi... salgo ancora... mi chiedo quando si spegne la luce... ed il mio desiderio viene esaudito...
Si spegne la luce... il silenzio si impossessa della sala... la mia mano sale lungo la tua coscia. Le tue gambe si allargano ancora di più... le dita continuano a sfiorarti delicatamente... mi soffermo per un pò vicino alla stoffa del perizoma. Appoggi la testa alla mia spalla... il tuo fiato è affannato... sei eccitata, e si sente. Così come sento il calore tra le tue gambe...
Sposto la stoffa... sento i tuoi soffici peli sui miei polpastrelli... accarezzo delicatamente il pube... mi ci soffermo a lungo... anche se sento che desideri di più... Lentamente scendo... raggiungo il taglio ormai bagnato... pollice e medio la aprono delicatamente... quasi al rallentatore... sento il tuo corpo contrarsi... probabilmente hai trattenuto a stento un gemito. L'indice inizia a sfiorare il clitoride... lentamente... delicatamente... voglio portarti all'orgasmo molto lentamente... Avanzi il bacino... quasi a sentire di più il contatto con il mio dito... ma arretro.. e riprendo a sfiorarti molto delicatamente... la punta del dito non lascia nemmeno un secondo il tuo bottoncino... le reazioni del tuo corpo sono una chiara dimostrazione che ti piace molto... premo leggermente... ed inizio a roteare il clitoride... delicatamente... ma premendolo con il dito... Ti tocco così molto a lungo... la tua eccitazione è salita vertiginosamente... decido che è arrivato il momento di farti venire... premo forte il clitoride tra due dita... il gemito che emetti è stato sicuramente sentito da qualcuno... ma non mi fermo... inizio a rotearlo velocemente... tenendolo ben stretto tra le dita... la tua mano sulla mia gamba... stringe... un morso sulla spalla... per evitare di farti sentire... e raggiungi l'orgasmo... intenso... e lungo...
Mi giro verso di te... e ti sfioro delicatamente le labbra.
Ti guardo negli occhi... le dita scendono lentamente... molto lentamente aprono le labbra... le accarezzano dall'interno... lentamente... a lungo... cerchi di tenere lo sguardo... ma il piacere prende il sopravvento. Sei bellissima mentre chiudi gli occhi... e le dita entrano nel tuo sesso ormai fradicio di umori...
Rimango in fondo... ma inizio a roteare la punta delle dita... tenendo fermo il palmo... so quanto ti eccita... e tiene lontano l'orgasmo.
Lentamente... con la punta delle dita... cerco il tuo punto G... Sfioro delicatamente le pareti del tuo sesso...  sino a quando lo trovo... ed il tuo sussulto me lo conferma...
Il polpastrello gioca con l'interruttore del paradiso... so quanto ti piace... ed immagino quanto ti stai impegnando per rimanere quasi immobile. Premo di più... per farti sentire meglio, ciò che sto facendo... e strofino un pò più velocemente... mordi nuovamente la spalla... ed io rallento... appena molli la presa, riaumento nuovamente... più volte... sino a quando non hai raggiunto il punto di non ritorno... ed anche rallentando... sento il tuo sesso contrarsi... nel raggiungimento dell'orgasmo... allora aumento di nuovo il ritmo... per farti raggiungere il massimo del piacere...
Il polpastrello gioca con l'interruttore del paradiso... so quanto ti piace... ed immagino quanto ti stai impegnando per rimanere quasi immobile. Premo di più... per farti sentire meglio, ciò che sto facendo... e strofino un pò più velocemente... mordi nuovamente la spalla... ed io rallento... appena molli la presa, riaumento nuovamente... più volte... sino a quando non hai raggiunto il punto di non ritorno... ed anche rallentando... sento il tuo sesso contrarsi... nel raggiungimento dell'orgasmo... allora aumento di nuovo il ritmo... per farti raggiungere il massimo del piacere...


fantasticato da JMS | il mio blog | alle 19:22 | commenti (4)


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fantasticato da iperio | il mio blog | alle 17:42 | commenti (4)


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venerdì, settembre 09, 2005

[…]Amo dimenticare il profumo della cedrina/ su quello della tua pelle. Del tutto/ ricordare la parte più obliata,/ del frutto il seme ch’entro sé difende/ la sua amarezza in duro tegumento./ Ma se mento, non mento che a me stesso/ per dirti la verità che nello stesso/ errore è celata, difesa, abbandonata/ a crescere in se stessa, nelle proprie/ contraddizioni elementari- è lì/ che ogni due si unifica, nei suoi seminali abbandoni.
Amo guardarti/ mentre riveli in te una dolcezza/ che è quella della fata che nascosta/ tra gli alberi occhieggia che nessuno/ la segua andando verso il suo tugurio/ arredato come una reggia se tu/ ne percorri l’augurio coi tuoi occhi,/ scheggia impazzita tra gli altri balocchi/ del destino che l’uomo chiama vita.

“Tra la legge e la leggenda”- Piero Bigongiari

 
Secondo un mio teorema, formulato in temi di magra, sono sempre ed indiscutibilmente amata da vecchi, bambini, cani e lesbiche. Per le prime tre categorie vale il discorso del “tanto gentile e tanto onesta pare” , complice quest’aria da piccola santarella impunita che mi porto dietro, mio malgrado. L’ultima categoria me la sono giustificata nello stessa maniera, penso che a tutte le donne, la sottoscritta in primis, stia epidermicamente sulle palle un’altra donna troppo bella. Mentre una personcina  graziosa riscuote successo e stimola l’istinto da crocerossina. Giustificazione che, a dire il vero, non mi fa troppo onore ma è stata l’unica plausibile che mi sia data.
E’ andata così anche con Marina, una ragazza ucraina conosciuta in vacanza. Lei aveva la stanza di fronte alla mia ed è stata anche una fra le prime persone che ho conosciuto. Ecco, lei invece è una di quelle donne troppo belle, con un corpo di quelli tanto sbandierati sulle riviste e nelle pubblicità, di quelli che ti chiedi se esistono davvero. Il viso sembra stato messo lì quasi per dispetto da qualche folletto malvagio, capelli lunghissimi rossi, lentiggini e un naso all’insù un po’ porcino che sembra stonare con tanto ben di dio ma nel complesso sì, è indiscutibilmente troppo bella. Non ricordo perché in una delle nostre chiacchierate ho iniziato a lamentarmi civettuola su come mi vorrei più così e vorrei esser più cosa.I like your figure!” ha sentenziato le zittendomi e dicendo sicura che “se venissi nel mio paese avresti tutto ciò che vuoi, tutti gli uomini ai tuoi piedi…e anche tutte le donne!” accompagnando la frase lusingatrice con un occhiolino malizioso.
La nostra amicizia non è sfuggita a nessuno. In particolare ai ragazzi che, “rosicando” per l’invidia ,dopo aver capito la situazione buttavano lì battutine del tipo “…ecco sta arrivando il tuo spasimante!”  quando Marina era nei paraggi. La sottoscritta ogni volta sembra cadere dalle nuvole. “Ma no, ma che dite…”.  Mi accarezza, adoro il modo in cui lo fa, ogni volta che mi vede “…ma che bella maglietta!…”  mentre la mano indugia neanche troppo timidamente sul seno. “Ma no che dite…” lo dico anche per convincere me stessa: ecco, magari è una, esattamente come me, per cui è naturale gesticolare, abbracciare, accarezzare, baciare, e tutto senza il minimo di malizia, che tutt’al più c’è negli occhi di chi ti guarda.
Poi è successo che una sera siamo andati a ballare tutti insieme. La sottoscritta che teoricamente sa benissimo i suoi limiti in fatto di alcool, in pratica però eccede sempre. Ricordo che ad un certo punto della serata ho cominciato a sentirmi malissimo, mi sono buttata su una sedia e Marina si è seduta accanto a me, in mano aveva del ghiaccio e mi costringeva a succhiarlo dalle sue dita, dovevo bere acqua, diceva. Io l’ho abbracciata e poi ho cominciato a piagnucolare, mi ha trascinato fuori e siamo andate alla ricerca di un taxi, ricordo esattamente tutto, soprattutto quella sensazione pazzesca di non esser responsabile delle mie azioni. Ho iniziato a piangere e ricordo benissimo che nessuno voleva accompagnarci ed allora ho cominciato a piangere più forte. “Shut up!”, è stata la prima e unica volta in cui ha usato quel tono con me, mi ha lasciato accucciata fra due macchine e l’ ho sentita contrattare con un tassista che finalmente si è deciso. Eravamo sul sedile posteriore, la sua pelle liscissima mi accarezzava, aveva una mano sulla mia bocca per non farmi parlare, ma poggiata piano, così che io potessi baciargliela grata e l’altra mi massaggiava le tempie.  Ho dormito in stanza con lei, ho smesso di piangere solo dopo essermi stesa sul letto. Mi slaccia i sandali e massaggia i piedi. “Are you ok now?”.  Chiudo  gli occhi, anche solo risponderle mi sembra un impresa. Mi lascio spogliare da lei, così dolce, sfila il mio vestitino e lo poggia su una sedia, piegandolo. Sono senza reggiseno ed il perizomino non è di certo fra i più casti, mi sento piccolissima e mi vergogno, mi chiedo dove sono finita e all’improvviso mi viene di nuovo da piangere. Mi arrotolo la le lenzuola fresche e mi addormento subito. Mi culla un sonno strano e al mio risveglio è subito pronto ad accogliermi un mal di testa di quelli da guinnes. Marina è sveglia, seduta sul mio letto, inizio a balbettare qualcosa, il mio inglese di prima mattina non è decisamente perfetto. Lei mi risponde, serena, sorridente, che è rimasta sveglia tutto il tempo perché aveva paura che avessi bisogno di qualcosa. “Mi piace vederti dormire” . La stringo forte, la stringo fra le braccia e le bacio il collo,  realizzo solo in quel momento di esser praticamente nuda. Anche lei sembra accorgersene solo ora, mi sorride mentre la sento accoccolarsi fra le lenzuola accanto a me. Mi accarezza piano,  i suoi polpastrelli giocano con la mia panca, la accarezzano e li fa strisciare sopra, salendo fino al seno. Sono movimenti ingenui, da bimba. Comincia a spogliarsi accanto a me, sfila la maglietta e la gonna, porta le mie mani dietro la sua schiena per farsi slacciare il reggiseno e quando si è tolta anche gli slip mi abbraccia. Restiamo in silenzio ed avvinghiate, sento il suo respiro sul mio collo, la mia gamba è fra le sue, la mia coscia si bagna dei suoi umori. E’ così calda è bagnata e sono ancora più stordita di prima, stordita dal profumo dei suoi capelli sparpagliati sul mio viso, stordita da quanto è bella, dolce, morbida, calda, liscia. Comincio ad accarezzarla in modo febbrile, il suo seno tondo e perfetto è fra le mie mani, le dita stringono i suoi capezzoli, grossi, scurissimi. Non potrei desiderare altro, penso. E lei comincia a farmi un ditalino, un dito che prima entra piano esitante e poi altri due e va velocissimo, facendomi gemere di piacere ed abbracciarla fortissimo. L’altra mano mi accarezza la schiena e poi scende, per stringermi il culo fra le mani. Mi infila un dito nel buchetto, i suoi movimenti sono veloci, abili, segue il ritmo del ditalino mentre mi apre il culo. Mi fa succhiare il dito che aveva messo nel mio retto, chiudo gli occhi mentre lo lecco e lo lascio affondare nella mia bocca. Lei lecca la sua mano, i miei umori, schiude le labbra e poi mi bacia. Ci abbracciamo ancora di più, mi lecca le labbra stringendomi la testa fra le mani. “Let me lick your  pussy!”, fammi leccare la tua fica, moromorato con quella vocine che a me sembra di impazzire. Scosta il lenzuolo, mi sfila il perizoma e si mette a cavalcioni si di me, con la sua fica sul mio viso mentre lei è lì che comincia a leccarmi, a stringermi le mie labbra con le sue, a penetrarmi con la lingua mentre mi apre la fica con entrambe le mani. La vedo muoversi su di me, il suo culo e poi è così splendida bagnata che penso non esista niente di più bello al mondo. Resto un po’ in muta contemplazione a godermi lo spettacolo mentre la testa comincia a girarmi da morire e poi la imito, imito i suoi movimenti e gliela apro anche io con entrambe le mani, per potergliela leccare bene, quasi a volerci affondare dentro il viso. Sento che grida, trema di piacere e ricomincia a sfondarmi il culo con un dito. Andiamo velocissimo, mi eccita il suo profumo, poterle accarezzare il suo culo stupendo e poter leccare la sua fica così bagnata. Si ferma all’improvviso, quasi sedendosi sul mio viso. Gliela lecco ancora un latro po’ ma più pianole stringo dolcemente le chiappe fra le mani e le accarezzo la schiena. Si stende accanto a me di nuovo e ci avvinghiamo, baciandoci, riempiendo i nostri visi e i nostri corpi di saliva e di umori.
Poi le dico che è tardi, troppo, e sarebbe meglio che tornassi nella mia stanza. Raccolgo i vestiti e recupero la mia chiave. Mi faccio una doccia e mi arrotolo con asciugamani puliti, a letto, intontita, chiedendomi se tutto è davvero successo. Marina sembra quasi chiamata dai miei pensieri, bussa alla mia porta, mi ha portato una tazza di thè caldo, delle caramelle ed un pelouches che aveva in stanza con lei. Penso che è davvero splendida, che è dolcissima, che non c’è nulla di meglio al mondo. E non ho neanche il coraggio di dirle che a me il thè proprio non piace mentre mi strofina sulla pelle ancora umida l’asciugamano.
E’ stato così, grazie a quella specie di buongiorno che non ho più avuto dubbi sul ciò che lei provava per me. Giorni dopo però ho conosciuto lui ed ingenuamente ho scelto come confidente delle mie pene ormonal-romantiche proprio Marina. Il pomeriggio stesso li ho visti insieme. Lui giorni dopo mi ha rivelato le mille raccomandazioni che Marina gli aveva fatto per me: “lei è il mio amore, lei è dolcissima, non ti permettere di trattarla male e di farla soffrire”. Ed è stato proprio da quel pomeriggio che però Marina non mi ha più rivolto la parola.

fantasticato da DolcaMorgana | il mio blog | alle 13:55 | commenti (5)


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giovedì, settembre 01, 2005

BEH?

 

 


fantasticato da Menelao | il mio blog | alle 15:52 | commenti (1)


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